Il programma
Associazione Giovani in cammino
La Comunità “Giovani in cammino” nasce nel 1999 come Associazione con lo scopo statutario di intervenire sul disagio sociale promuovendo, in particolare, la rieducazione e il reinserimento socio-lavorativo di giovani detenuti. La Comunità è diretta da un coordinatore responsabile, il quale, sulla base delle direttive generali definite dal Comitato direttivo dell’Associazione, è supportato nella sua attività da un’Équipe multidisciplinare di educatori e operatori con compiti specifici riguardanti la relazione con gli ospiti e la gestione delle attività formative, lavorative, culturali e ricreative. La Comunità, sita a Sorso in località Marritza “la Tonnara”, facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, dista circa 12 km da Sorso e circa 23 km da Sassari, garantisce agli ospiti, se abilitati ad uscire liberamente dalla struttura, la risocializzazione e l’integrazione attraverso la partecipazione alla vita sociale dei paesi limitrofi.
La struttura, situata entro circa un ha di terreno adiacente al mare, presenta i requisiti strutturali che permettono lo svolgimento di attività collettive e di attività individuali: cucina e dispensa, sala da pranzo, 10 camere da letto doppie con bagno, due bagni comuni, una sala tv e un salone con annessa Capella, due ripostigli con annessa lavanderia, due uffici, di cui uno educativo e l’altro amministrativo dotati di telefono con sistema di segreteria, fax e di computer con connessione internet. La Comunità possiede le attrezzature per poter lavorare nell’ambito dell’agricoltura e dell’allevamento. Si avvale, inoltre, di due automezzi regolarmente autorizzati. Adiacente alla struttura si trova una falegnameria attrezzata con macchinari adeguati per la produzione completa di mobili e oggetti in legno.
Approccio educativo della Comunità
L’Associazione ispirandosi ai valori cristiani si propone come contesto essenziale per la crescita e la rieducazione dell’individuo in tutte le sue dimensioni.
Tale formazione deve essere:
a) personalizzata, ossia realizzata a partire dalla dignità della singola persona e su misura di essa;
b) dialogica, in cui ciascuno abbia la possibilità di esprimere liberamente i propri bisogni, idee e sentimenti;
c) educante e responsabilizzante, affinché la persona impari a gestire autonomamente la propria vita con coerenza, contrastando la logica dell’assistenzialismo e favorendo quella della cooperazione.
La Comunità si caratterizza come un’importante alternativa alla detenzione carceraria proponendosi come occasione di rinascita, tale da favorire, oltreché il reinserimento socio-lavorativo e il ricongiungimento familiare, un percorso di elaborazione individuale del proprio vissuto finalizzato a sviluppare responsabilità e autonomia per una crescita personale ed una nuova e positiva prospettiva del proprio futuro.
L’inserimento e il reinserimento socio-lavorativo avviene attraverso la collaborazione all’organizzazione e alla gestione della casa e degli ambienti circostanti, il lavoro (interno o esterno alla Comunità) e corsi di formazione professionale.
Il ricongiungimento familiare avviene attraverso la comunicazione quotidiana con i familiari e attraverso, ove possibile, l’accoglienza degli stessi nella realtà comunitaria.
La promozione dell’autonomia e delle responsabilità avviene attraverso lo sviluppo e l’aderenza al Progetto comunitario e al Progetto educativo personalizzato.
Il Programma è costituito dal Progetto Comunitario e da Progetti Educativi Personalizzati che promuovono la crescita individuale e lo sviluppo di rapporti interpersonali positivi e autentici, al fine del raggiungimento della rieducazione individuale e sociale, affettiva ed emotiva, e al graduale e positivo reinserimento nella società. Per questo motivo, nel Progetto personalizzato, fondato sul valore della persona e sul riconoscimento
della sua responsabilità, si delineano, sulla base delle risorse e dei limiti di ciascuno, tutte le strategie e gli interventi individuali necessari all’acquisizione di valori e di strumenti finalizzati alla sua rieducazione integrale. Il Progetto comunitario è articolato in fasi specifiche la cui durata dipende in misura considerevole dalla situazione personale di detenzione. L’articolazione del Progetto comunitario è la seguente: la prima fase, in regime detentiva carceraria, è quella di “Conoscenza”, mentre le fasi successive, all’interno della Comunità, sono la fase di “Inserimento”, la fase di “Responsabilità e dell’Autonomia” e la fase di “Reinserimento”.
La fase della Conoscenza: questa tappa può articolarsi su due moduli, il primo dei quali si sviluppa attraverso i colloqui (2/3) svolti all’interno della struttura penitenziaria, o attraverso una corrispondenza epistolare, mentre il secondo, riguarda, per entrambi i casi, l’accoglienza in Comunità, per alcuni giorni, di ospiti che possono godere della misura dei Permessi Premio (2-3). Mediante i colloqui, di tipo informativo
e motivazionale, siano essi all’interno della struttura penitenziaria o all’interno della stessa Comunità, si definisce un quadro il più possibile esaustivo della persona presa in carico.
La fase dell’Inserimento residenziale: in questa prima fase di residenzialità, il nuovo arrivato sarà affiancato dall’equipe educativa e dall’intero gruppo di ospiti già presenti, i quali lo aiuteranno, almeno inizialmente ad inserirsi nell’organizzazione dei servizi della gestione della casa. Mediante i colloqui, dinamiche di formazione, il lavoro e un’organizzazione più ordinata della giornata, l’ospite inizia un percorso di consapevolezza e di elaborazione del proprio vissuto.
La fase di Responsabilità e dell’Autonomia: in questa tappa si prevede una maggiore assunzione di responsabilità personale soprattutto in riferimento al lavoro, alla relazione con il gruppo, l’acquisizione di una maggiore capacità critica e di scelta, sviluppando un ruolo più significativo in aspetti della gestione quotidiana della Comunità. Si prevede inoltre, l’acquisizione di un’adeguata capacità di autovalutazione delle proprie possibilità e di un soddisfacente autocontrollo delle proprie emozioni e dei propri comportamenti. Il raggiungimento di un’adeguata e stabile autonomia costituisce l’elemento centrale dell’esperienza comunitaria, in quanto segna il passaggio da comportamenti guidati dall’esterno, diretti cioè dalla stessa Comunità, a comportamenti guidati dall’interno dell’individuo.
La fase del Reinserimento: costituisce il periodo conclusivo, dell’esperienza comunitaria, definita dal “fine pena”, momento in cui l’ospite lascia la comunità per rientrare a pieno titolo nella società. Concretamente, infatti, la fase di Reinserimento si distingue in due periodi: residenziale e non residenziale. Il primo periodo si realizza ancora all’interno della Comunità ed è caratterizzato dal predisporre l’aspetto abitativo e quello lavorativo, curando altresì le relazioni familiari e sociali più significative. Il secondo periodo del reinserimento sociale si realizza, invece, all’esterno della Comunità dove l’ospite viene accompagnato e sostenuto nella realtà sociale, per un periodo di durata non inferiore ad un anno, attraverso dei colloqui mensili o altre modalità prestabilite nel Progetto individuale. La fase di Reinserimento richiede il confronto con la complessità sociale ed economica del territorio che accoglie l’ospite in via di risocializzazione, prevedendo pertanto il coinvolgimento della famiglia e di altri soggetti, quali le Istituzioni Pubbliche e Private, gli Enti locali, il mondo delle Cooperative Sociali, l’Amministrazione della Giustizia e le Associazioni di volontariato.
Progetti della Comunità Giovani in Cammino 2019
Le finalità che si propone l’Associazione “Giovani in Cammino” sono:
Promuovere, in struttura residenziale, la rieducazione e risocializzazione di persone adulte (uomini di età superiore ai 25 anni e per un totale massimo di 16 persone) sottoposte a misura detentiva alternativa (in regime di semilibertà o ammessi al lavoro esterno, detenzione domiciliare, affidamento in prova ai Servizi sociali), arresti domiciliari, Messa alla Prova, o che godono di Permessi Premio, secondo quanto previsto
dall’Art. 12 del DPR 4/2008.
L’obiettivo generale di tale Programma è quello di aiutare i giovani adulti che hanno deviato dal percorso della Legalità, a sviluppare e potenziare le giuste competenze e una maggiore consapevolezza di sé per rendere solide le fondamenta della propria vita imparando ad affrontare e a rielaborare in modo costruttivo sia gli eventi passati che gli eventi futuri.
Obiettivi specifici: in riferimento alle finalità previste, saranno sviluppati i seguenti progetti che si svolgeranno attraverso tre strumenti base quali: la formazione, il lavoro e/o autogestione della Comunità e la cultura.
© Associazione Giovani in Cammino - C.F. 92044810908
Località Marritza "La Tonnara" - 07037 Sorso (SS)